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Le Meridiane delle Marche

“Il tempo nell'arte”

di

MASSIMO TEMPERINI

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6 - IL TEMPO E' INAFFERABILE

Jean Baptiste Simeon Chardin (1699-1779) rappresenta interni con madri, domestiche e bambini intenti al gioco e colti in una dimensione silente atemporale, di durata infinita. In Ragazzo con la trottola , ponderata composizione dell'artista abile nella natura morta, l'apparente fissità dei movimenti è contraddetta dalla presenza della trottola che sembra bloccata nel suo movimento vorticoso. In realtà il moto sospeso è contrastato dalla vicinanza della trottola al bordo del tavolo, allusione all'instabilità, alla mutevolezza, o, meglio, al mutamento adolescenziale, malcelato dietro la posa quasi pietrificata del ragazzo.

Il dialogo Vita-Morte nell'Ottocento trova molti interpreti, tra i quali Paul Gaugin (1848-1903), con l'opera Da dove veniamo, chi siamo, dove andiamo e Gustav Klimt (1840-1926), autore del Fregio della vita . I ripetuti tentativi di fermare una delle tante mutevoli sembianze della facciata della Cattedrale di Rouen in Monet (1840-1926) non è che la constatazione della disperata rincorsa del tempo che fugge inafferrabile.

L'esempio di Chardin ci introduce alla capacità dell'arte di rappresentare il tempo non solo esplicitato attraverso il movimento o la narrazione. Il tempo può anche essere suggerito con elementi percettivo-visivi. Nella Deposizione di Cristo , affresco di Giotto (ca.1267 -1337) dipinto nella cappella degli Scrovegni a Padova, il piano inclinato del colle sembra far rotolare fuori dell'inquadratura pittorica le figure umane raccolte geometricamente in una sfera: l'uomo corre il rischio di scomparire dalla scena, questa è la vera tragedia della morte di Cristo, messa in atto da Giotto non solo per via narrativa ma anche, simbolicamente, attraverso una linea inclinata ed un cerchio.

Negli studioli rinascimentali compaiono di frequente gli strumenti atti a misurare il tempo. Nello studiolo di Federico da Montefeltro realizzato tra il 1473 e il 1476, su cartoni di famosi pittori contemporanei, sono raffigurati con illusionismo prospettico nella tarsia del rivestimento ligneo una clessidra ed uno svegliatoio . Nell'affresco di Sant'Agostino nello studio (1480) di Sandro Botticelli [lviii] un orologio è sospeso dietro la testa del santo. Il quadrante è diviso in ventiquattro numeri, ed una lancetta segna la prima ora dopo il tramonto: in quel momento avviene una miracolosa visione, San Girolamo invia un messaggio ad Agostino prima di morire [lix].

Fig. 10 - S. Botticelli, Sant'Agostino nello studio. Affresco staccato 115x112 cm., Firenze, Chiesa di Ognissanti

Nella cella del santo spicca un altro elemento che indica gli interessi astronomici del vescovo di Ippona: una sfera armillare. Non di rado i dottori della Chiesa vengono rappresentati nel loro studio con un armamentario simile. In San Gerolamo nello studio di Lucas Cranach (1472-1553) compare anche una clessidra.

Complessa è l'allegoria della Melencolia I, incisione di Albrecht Dürer (1471-1528) del 1514: la campana sospesa in alto a destra e la clessidra scandiscono inesorabilmente il tempo. Il numero “I” allude forse ad una gerarchia simbolico-ciclica: quella degli elementi, quella dei momenti del giorno, quella delle stagioni, quella delle quattro età dell'uomo, manifestazioni in continuo divenire della vita e dell'universo. La malinconia è fase travagliata e d'incubazione notturna che prelude ai processi creativi dell'arte: dalla materia (umore nero) si arriverà, attraverso l'armonia delle forme, allo spirito (chiarore-luce) [lx].

Fig. 11 - A. Dürer, ''Melencolia 1'' (1514), stampa, Vienna, Kunsthistorisches Muzeum

Ne Gli ambasciatori (1533) Hans Holbein il giovane (1497-1543) il­lu­stra le inclinazioni intellettuali e culturali dei due personaggi raffigurati insieme a strumenti matematici, fisici e astronomici. Gli apparecchi gnomonici, vicino alla sfera celeste, sono da sinistra a destra:

- un orologio del pastore: è un cilindro con gnomone girevole con funzione di orologio e di calendario in base all'altezza del Sole;

- vari strumenti per le misurazioni altazimutali degli astri;

- (sul fianco dietro) un orologio d'altezza ;

- un poliedro con una meridiana su ogni faccia con gnomone a vela;

- (rialzati sopra il gomito): strumenti per il calcolo delle coordinate equatoriali degli astri: declinazione e ascensione retta [lxi]. In questo caso, però, oltre che ad una semplice rappresentazione, si assiste all'utilizzo pratico dei quadranti solari stessi, che permettono di risalire alla data e all'ora nelle quali il ritratto fu eseguito. Infatti, lo gnomone presente sull'orologio del pastore indica, sulla superficie dello stesso, il giorno 11 del mese di aprile, mentre, su uno dei quadranti incisi sull'orologio poliedrico, si legge l'ora 11:30 del mattino [lxii].

Sul prezioso pavimento intarsiato compare un enigmatico memento con l'obliqua rappresentazione anamorfica di un teschio: la presenza di questo elemento, così estraneo al soggetto del dipinto in questione, si spiega ricordando che il teschio era una raffigurazione allegorica molto frequente nelle opere d'arte dell'epoca e stava a significare l'ineluttabile trascorrere del tempo e l'approssimarsi inevitabile della morte. Tutti gli uomini sono destinati alla medesima fine, compresi i due ambasciatori che, superbi nella loro effimera gloria terrena, costituiscono il soggetto dell'opera di questo grande maestro rinascimentale.

Fig. 12 - H. Holbein il Giovane, ''Gli ambasciatori'' (1533), Londra, National Gallery

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[lviii] R. LIGHTBOWN, Sandro Botticelli , Milano 1989, pp. 75, 76, 77.

[lix] Cfr. P. GALLUZZI, Gli ingegneri del Rinascimento da Brunelleschi a Leonardo da Vinci , Firenze 1996, p. 180. Nel testo è riportato un esemplare simile a quello dipinto da Botticelli: un orologio a molla elicoidale. Un esemplare è stato ricostruito dall'Università di Pisa, nel 1991, sulla base di un modello originale di Anonimo Ingegnere Senese.

[lx] M. CALVESI, Arte e alchimia , in “Art e Dossier” n. 4, Firenze 1972, pp. 10-19.

[lxi] Devo la segnalazione del dipinto e l'analisi degli strumenti scentifici ad Alberto Cintio. L'Holbein aveva già rappresentato nel 1528 L'astronomo Nikolaus Kratzer , esposto al Louvre. Anche qui compaiono gli strumenti tipici dello scienziato.

[lxii] AA.VV. Gli Ambasciatori , in I capolavori della pittura , De Agostini, Novara, 1992

 

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