Associazione Artistico-Culturale Synodia

 

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Le Meridiane delle Marche

“Il tempo nell'arte”

di

MASSIMO TEMPERINI

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4 - ARTE COME CALENDARIO SACRO E PROFANO

Il tempo nell'arte può essere raccontato in vari modi. Il rilievo storico, caratteristica invenzione della scultura romana, è ben esemplato dal fregio tortile della colonna di Traiano (110-113 d.C.): l'arte si mette al servizio della storia ed è essa stessa depositaria degli eventi, in funzione propagandistico-celebrativa.

Con il cristianesimo il tempo assume un connotato ultra-storico. La chiesa nella sua articolazione planimetrica coincide con le varie fasi della vita del cristiano. Il quadriportico è spazio della catechesi; all'ingresso della chiesa è collocato, in origine, il fonte battesimale, da cui inizia la vera vita in Cristo. Le navate scandiscono, con gli esempi figurativi dei santi e dei martiri, le tribolazioni e l'attesa del devoto che anela all'altare, luogo d'incontro con Cristo. Oltre l'arco trionfale vi è l'abside, luogo di luce ma anche di eternità per via dell'intensissima luminosità, oltreché luogo geometrico circolare e quindi incommensurabile come l'Eterno. Il battistero con i suoi otto lati allude al giorno della salvezza, appunto l'ottavo giorno.

Nel Medioevo l'apparato decorativo si arricchisce di iconografie sia ultraterrene che mondane. L'ingresso alla chiesa è caratterizzato spesso da rappresentazioni simboliche ( parusia , preannuncio della soglia ultraterrena evocata da visioni divine e dal Giorno del Giudizio ) presenti sulla ghiera dell'arco, riecheggiate spesso all'interno dell'edificio, come accade nel mosaico pavimentale del Duomo di Otranto [xlii]. Qui, tra visioni bibliche e mitiche, desunte dal mondo greco e bizantino, compaiono le rappresentazioni simbo­liche dei mesi:

Gennaio (Capricorno): donna che si riscalda.

Febbraio (Acquario): donna che cucina.

Marzo (Pesci): contadino che si pulisce i piedi.

Aprile (Ariete): pastore che conduce al pascolo il gregge.

Maggio (Toro): donna.

Giugno (Gemelli): contadino che taglia il grano.

Luglio (Cancro): contadino che batte il grano.

Agosto (Leone): vendemmia.

Settembre (Vergine): contadino che pigia l'uva.

Ottobre (Bilancia): aratura.

Novembre (Scorpione): semina.

Dicembre (Sagittario): allevamento del maiale.

Fig. 5 - Otranto, Duomo, dettaglio del mosaico pavimentale della navata centrale

Con varianti curiose e legate al ciclo delle attività agricole del luogo (ad esempio il contadino che sistema le botti in settembre, Giano bifronte che rappresenta il passaggio dal vecchio al nuovo anno e quindi allusione al mese di gennaio, l'uccellagione che avviene ad aprile) gli scultori medievali si sono sbizzarriti nel descriverci il tempo del lavoro dei campi, legato ai ritmi stagionali e alle pratiche colturali, e, spesso, le attività borghesi in un ca­lendario mutevole e genuino.

Dal punto di vista mitologico le stagioni sono state rappresentate in modo multiforme soprattutto in epoca rinascimentale, quando sono state riprese tradizioni classiche calate nelle ambiziose allegorie di corte.

La Primavera rappresenta un tema largamente trattato dalla iconografia sia in arte sia in letteratura (Ovidio, Lucrezio) insieme alle altre stagioni sin da quando nell'Europa Occidentale e lungo il bacino del Mediterraneo il calendario Lunare venne sostituito da quello solare. L'importanza di questo calendario è ovviamente legata all'attività agricola e al ciclo delle stagioni. Anche lo studio dello zodiaco ha prodotto un profondo legame con le quattro stagioni: alla Primavera è associata la costellazione dell'Ariete, all'Estate quella del Cancro, all'Autunno quella della Bilancia, all'Inverno quella del Capricorno. Anche i quattro venti sono strettamente legati alle quattro stagioni: lo Zefiro, il vento Occidentale, mite, è associato alla Primavera; l'Austro, vento dell'Est è associato all'estate; l'Euro, vento del Sud, tempestoso e umido, all'Autunno; la Borea , violento vento del Nord, all'Inverno.

In un bassorilievo della metà del II secolo a. C., Dioniso conduce una processione delle stagioni. La Primavera è rappresentata con fiori tra le pieghe del vestito, l'Estate è seminuda, l'Autunno reca un grappolo d'uva e l'Inverno (acefalo) è avvolto in un mantello.

I Greci rappresentavano le stagioni come quattro giovani donne, mentre i Romani come quattro giovani maschi. I Romani adottarono il sistema solare greco di suddivisione in equinozi e solstizi che dividono il corso dell'anno nelle quattro stagioni. Alle tombe dovevano essere portati i sacrifici stagionali: in Primavera i fiori, in Estate il grano, in Autunno l'uva e in Inverno rami sempre verdi. Le stagioni influivano anche nei colori, in particolare in quelli delle casacche dei corridori nella corsa con le bighe: bianco (neve) per l'Inverno, rosso (Sole) per l'Estate, Blu (cielo e mare) per l'Autunno e verde (foglie) per la Primavera.

Alcuni affreschi di Ostia rappresentano cerimonie religiose di fanciulli in onore delle varie stagioni. La processione in onore della Primavera festeggia l'apertura della navigazione, che prende il via in questa stagione. Vi è raffigurata una nave su un carro, i sacerdoti che officiano il culto sono incoronati e praticano una libagione e uno di essi reca uno stendardo. La processione in onore dell'Autunno rappresenta giovani che adorano la statua di Diana, illuminata da alcune torce. Sono raffigurati cesti di frutta che ricordano la vendemmia.

Nel Libro delle Ore, Tres Riches Heures de Duc de Berry , il mese di Aprile, è costituito dalla volta celeste, da fiori (viole), erba fresca, un castello, alcune fanciulle, una coppia che si scambia gli anelli con i rispettivi genitori. Nel semicerchio sovrastante l'immagine sono rappresentati l'Ariete e il Toro.

Il Breviario Grimani a Venezia è un Libro delle Ore in cui le pagine di sinistra sono occupate da un'illustrazione a tutta pagina di un'attività stagionale e quelle di destra dall'elenco dei giorni di festa all'interno di una cornice ornamentale. Nella parte alta di questa cornice compaiono i segni zodiacali, nella parte bassa immagini di giorni di festa le cui rappresentazioni non sono personificazioni ma scene reali. Ne sono esempi:

MARZO: l'immagine di sinistra presenta un aratore, dei contadini, due uomini che scavano, scena della semina. Il calendario di destra presenta l'Ariete e i Pesci, S.Gregorio, S. Benedetto e la Annunciazione

APRILE: l'immagine di sinistra presenta una processione nuziale in cui il padre della sposa porge il braccio alla figlia e la madre dello sposo al figlio. Alla loro sinistra sta un giullare. Il carro del tempo guidato da Dio attraversa il cielo. Il calendario di destra presenta l'Ariete e il Toro, S. Maria, S. Giorgio e S.Marco.

MAGGIO: l'immagine di sinistra presenta la Primavera nella sua piena forma, tre araldi che suonano una fanfara e guidano la parata nel giorno di Maggio. I cavalli ricordano lo stile di Pisanello (ca.1395-ca.1455). Il calendario di destra presenta il Toro e i Gemelli (questi ultimi di sesso diverso: in genere si usava invece raffigurare gemelli dello stesso sesso), S.Filippo, S.Giacomo, S.Giovanni, S. Michele e una scena di mungitura.

Nel Palazzo Schifanoia di Ferrara artisti quali Francesco Del Cossa (ca.1436-1478) ed Ercole de Roberti (1450/56-1496) dipingono affreschi dal pavimento al soffitto. Il cosmo è governato dai segni zodiacali e dagli dei dell'antichità. Il mese di Aprile vede la raffigurazione di una scena mitologica. Sono presenti divinità protettrici dei mesi: Venere (e non Flora) è la divinità protettrice di Aprile, poiché Venere è il pianeta che presiede alla Primavera.

Nella famosa Primavera di Botticelli (1445-1515) l'atmosfera è quella tipica della stagione: Zefiro, Cloris, Flora e Mercurio suscitano vitalità nell'opera. Primavera è , diceva Lorenzo il Magnifico, quando Flora adorna il mondo di fiori . La rappresentazione della Primavera è quella di una dea pagana, ricca di fiori nei capelli e nei vestiti. Le rose sono il simbolo più usato della primavera: sono il simbolo delle glorie celesti e il loro sbocciare ne rappresenta l'avvento. Nell'opera sono raffigurati i mesi primaverili:

Marzo: Zefiro o Favonio a destra; Aprile: Venere al centro; Maggio: Mercurio a sinistra.

Fig. 6 - Botticelli, ''Allegoria della Primavera'' (1482), tempera su tavola, 203x314 cm., Firenze, Galleria degli Uffizi

Zefiro soffia a marzo, riscalda la terra e permette ai fiori di sbocciare in Aprile (Venere) che poi toccano il loro massimo splendore in Maggio (il cui nome deriva da Maia, madre di Mercurio). Zefiro porta il vento da destra, Mercurio a sinistra con il vento separa le nubi: è il ciclo primaverile del vento. Ciò che sotto forma di passione viene dal cielo, torna ad esso sotto forma di contemplazione. Questa ciclicità da destra verso sinistra è insolita ma è facilmente spiegabile: le costellazioni dello Zodiaco si snodano da ovest verso est e quindi, per un osservatore rivolto a sud, vanno da destra verso sinistra.

L'unione tra Mercurio e Venere dà vita a Cupido che ispira negli esseri viventi la passione, garantendo così la riproduzione e la vita. La famiglia Medici gioca un ruolo fondamentale: la Primavera è la rinascita della natura, ma rappresenta anche la rinascita di Firenze grazie ai Medici, tornati in città dopo il fallimento della congiura Pazzi del 1478. La Primavera di Firenze rappresenta l'aspettativa verso una nuova epoca, una nuova Età dell'Oro . Le stagioni sono infatti legate anche alla periodicità degli eventi storici e alla ciclicità delle quattro età dell'uomo: l'infanzia (Primavera), la giovinezza (Estate), la maturità (Autunno), la vecchiaia (Inverno) [xliii].

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[xlii] C. FRUGONI, in AA. VV. , Guida di Otranto , Galatina 1992, pp. 25-34.

[xliii] J. J. PETRIZZO, Spring as one of the four seasons , in M. LEVI D'ANCONA, Botticelli's Primavera , Firenze 1983, pp. 124-151. L'analisi e la traduzione del testo sono state curate da Enrico Albanesi. Cfr. M. TEMPERINI, Botticelli: mito, fede e natura , Torino 1998, CD-ROM.

 

     
     

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