Associazione Artistico-Culturale Synodia

 

Home PageLink to News pageLink to La Storia pageLink to Produzione Artistica pageLink to Edicole Sacre pageLink to Le Meridiane pageLink to Relazione 2001 pageLink to Ascolto CD 2001 pageLink to Ascolto CD 2002 pageLink to Ascolto CD 2003 pageLink to Ascolto CD 2004 pageLink to Ascolto CD 2005 pageLink to Contatti page

   

 

Le Meridiane delle Marche

“Il tempo nell'arte”

di

MASSIMO TEMPERINI

______________________________

2 - I TRE TEMPI DELL'ARTE

Nell'opera d'arte il tempo si configura in due differenti accezioni: tempo storico e tempo extratemporale . Il tempo storico si incontra nell'opera d'arte in tre momenti diversi. La prima fase è quella relativa al processo creativo, all'estrinsecazione dell'opera. Essa richiede tempi più o meno lunghi. I grandi monumenti del passato hanno richiesto sforzi immani e tempi biblici di realizzazione. Le cattedrali gotiche non vennero mai terminate nell'arco di una generazione. La chiesa della Sagrada Familia di Barcellona, opera dell'architetto catalano Antonì Gaudì (1852-1926), si carat­terizza come un estremo ed incompiuto tentativo spirituale che, proba­bilmente, non assumerà mai una forma completa.

L'intervallo che s'interpone tra la fine della creazione e il momento in cui la nostra coscienza riconosce il valore dell'opera d'arte, è il secondo dei tre momenti: il passaggio dell'opera attraverso il tempo. Quando la nostra coscienza attualizza in sé l'opera d'arte abbiamo l'attimo della fulgurazione , il momento conclusivo della riappropriazione di un valore estetico-culturale che avviene in modi diversi a seconda della sensibilità propria dell'epoca o dei singoli.

Nel caso del riconoscimento generale ed incondizionato assistiamo al nascere di una moda o di un atteggiamento diverso rispetto a ciò che prima si riteneva solo resto o manufatto artistico.

La scoperta, o la riscoperta, di una particolare espressione artistica, se avviene in modo estremamente ristretto può avvenire in tempi e momenti particolari e personali. Un'opera d'arte, non importa quanto vecchia e classica, è attualmente, e non solo potenzialmente, un'opera d'arte quando vive in qualche esperienza individualizzata, (...) come opera d'arte essa viene ricreata ogni volta che viene sperimentata esteticamente [xxxviii].

Esiste tuttavia una fase extratemporale dell'opera d'arte in quanto pura forma [xxxix]. L'arte è autonoma dal tempo che l'ha generata, non muore con l'epoca che l'ha presumibilmente creata, è eternamente presente nel momento in cui si attualizza nella coscienza delle più disparate generazioni di ammiratori.

Le figure narrate nell' Ode on a grecian urn di John Keats (1795-1821) non sono bloccate nel loro cammino, il loro scenario è fuori dal tempo contemporaneo, scolpito nell'armonioso mondo dell'Arcadia. Il silenzio e il tempo hanno conservato in vita l'urna. Le figure scolpite sopra l'urna sono più felici che fossero vive, non sono soggette né a pene, né a mutamenti, né a morte: l'arte eterna la bellezza.

Thou, silent form, dost tease us out of thought

As doth eternity: Cold Pastoral!

Il silenzio dell'arte tormenta come l'eternità [xl].

La temporalità è movimento, azione, ma non pura e semplice succes­sione o sequenza. Ogni esperienza del tempo presuppone un ordine. Pittura e scultura narrativi, in quanto insieme ordinato di oggetti, sono arti temporali. La Pietà di Michelangelo in San Pietro mostra una madre che regge il figliolo e al tempo stesso un uomo che si separa dalla madre: come una grande opera narrativa quella scultura contiene la fine nel suo principio e il principio nel­la sua fine [xli].

______________________________

[xxxviii] C. BRANDI, Teoria del restauro , Milano 1977, pp. 4, 5; J. DEWEY, Art as experience , New York 1934.

[xxxix] Ibidem , pp. 21, 22.

[xl] J. KEATS, Liriche scelte , edizione a cura di G. ORLANDI, Milano 1953, pp. 43-46: Ode on a grecian urn è un'ode composta di cinque strofe. Nella prima si racconta della valle d'Arcadia durante la stagione della vendemmia. La strofa successiva narra del sacrificio di una giovenca, mentre in lontananza le vie della cittadella sono deserte. La forma Attica , il ricamo umano e marmoreo, che Keats fa rivivere è in realtà una somma di vari elementi lapidei fusi idealmente a rappresentare una stagione lontana che comunque è inattingibile.

[xli] R. ARNHEIM, Arte e percezione visiva, Milano 1985, p. 308.

 

     
     

| Home | News | La Storia | Produzione Artistica | Edicole Sacre |

| Le Meridiane | Relazione'01 | Ascolto CD 2001 | Ascolto CD 2002 |

| Ascolto CD 2003 | Ascolto CD 2004 | Ascolto CD 2005 | Contatti |

 

Associazione Culturale "SYNODIA"
63023 FERMO (ASCOLI PICENO)
Via San Marco 75
Tel/Fax (+39) 0734 642361
Cell (+39) 393 9164774 (Stefano)
Cell (+39) 329 2634359 (Clemente)

Contattaci

     
           
     

Copyright © 2007 Andrea Monteriù, monteriu@tin.it. All Rights Reserved.

All text, graphics, HTML and contents of this website are protected by Italian and International copyright laws and may not be reproduced or distributed in any manner without the explicit permission of Andrea Monteriù. This page was created and is maintained by Andrea Monteriù. Contact Andrea Monteriù