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Le Meridiane delle Marche

“La Misura del tempo”

di

ALBERTO CINTIO

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Fermo, via Gigli n. 17.

10 - L'EPOCA D'ORO DELLA GNOMONICA

I secoli XVII, XVIII e in parte anche il XIX sono definiti i secoli d'oro della gnomonica, perché in essi la scioterica raggiunse il vertice, non tanto come precisione, che ovviamente continuò a progredire sino al tramonto di questo ramo dello scibile, ma come splendore di realizzazione. L'arte e la scienza si fusero mirabilmente e così sono stati costruiti orologi solari dappertutto: piazze, campanili, chiese, ville, giardini, case private, baite di montagna, orologi solari che vanno da dimensioni monumentali a dimensioni di una tasca e ancor più piccoli a forma di anello.

A Porto S.Elpidio (AP), sulla strada che sale verso la frazione di Castellano in una casa ci sono addirittura quattro meridiane che portano la data del 1878 e tracce di molte altre si trovano anche nei casolari di campagna. Alcuni studiosi di tradizioni locali sostengono che la meridiana in una casa serviva a tener lontano il malocchio, l'invidia e la disgrazia, perché chi era in grado di catturare i raggi del Sole per farsi dire l'ora e la stagione dimostrava anche un certo potere sulle forze della natura.

Curiosa è la meridiana acustica o a cannoncino che nel XVIII secolo funzionava in quasi tutte le città d'Europa: una lente di ingrandimento faceva convergere a mezzodì i raggi del Sole sulla fessura piena di polvere da sparo di un cannone, facendo partire il colpo che annunziava il mezzodì locale. Nel giorno della sua inaugurazione a Parigi il Sole fu oscurato da una grossa nuvola e il colpo fu fatto esplodere artificialmente.

Nel 1702 Francesco Bianchini realizzò una gigantesca meridiana interna a foro gnomonico dentro la Chiesa di S.Maria degli Angeli a piazza della Repubblica a Roma: l'opera è interessante sia per le belle figure dei segni dello Zodiaco ricavati sul pavimento con intarsio di marmi colorati, sia perché nella lapide si dice espressamente che questa meridiana doveva servire per rimettere gli orologi di Roma.

Notevolissima, stupenda ed unica è la meridiana multifacciale, con pareti riceventi a sezione cilindrica concava, che si trova nel giardino del Quirinale. Il monumento, alto 2.70 metri , è tutto di marmo bianco: il blocco dei quadranti, di circa un metro di lato, poggia su un basamento cilindrico ornato di bassorilievi con festoni di frutta, delfini e pavoni. Tutte le scritte sono in latino: ne citiamo due perché ci ricordano la data, l'autore e il committente. “THEODOSIUS RUBENS PRIVERNAS DEL. - SUPERNI LUMINIS DUCTU URBANI VIII BARBERINI PONT. MAX. AN. SEXTO SALUTIS MDCXXVIII CURRENS PER ANNI CIRCULUM RECURRENTIUM TEMPORUM LEX A LUCE PRIMA IN VESPERA SIC TOTA DECURRIT DIES” . Traduzione: Teodosio Rubeo da Priverno disegnò. - Sotto la guida della superna luce, nell'anno sesto del Pontefice Massimo Urbano VIII Barberini, nell'anno di salvezza 1628, la legge dei tempi ricorrenti scorre sul cerchio dell'anno dall'alba al tramonto e così passa l'intera giornata.

A Parigi c'è la Rue du Cherche Midi , una viuzza pittoresca, stretta e lunga circa un km, che va dalla stazione del metro di St.Sulpice a quella di Falguière. Essa ospitava, fin dal 1582 la corporazione dei cadraniers , ossia dei costruttori di orologi solari, fondata da Enrico III. All'altezza del numero civico 19 si può osservare lo stemma a rilievo della corporazione costituito da un artigiano che sostiene un orologio solare aiutato da un angioletto. Uno stemma che rende giustizia all'abilità e alla prolificità (si calcola che in Francia esistano tuttora più di 10.000 meridiane) di questi abili artigiani del tempo. All'incrocio di questa via con la Rue St.Placide i moderni cadraniers hanno voluto perpetuare la tradizione costruendo una grande meridiana verticale con la scritta “Omnia Sol temperat” : il Sole regola ogni cosa.

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