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Le Meridiane delle Marche

“La Misura del tempo”

di

ALBERTO CINTIO

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Fermo, via Ciccolungo n. 92. Dall'alto in basso i tre motti in greco dicono così: "Il tempo è un fanciullo che gioca un regno di fanciullo, spostando qua e là i pezzi del gioco" (Eraclito), "Effimeri: che siamo? che non siamo? sogno d'un ombra l'uomo" (Pindaro), "Sempre sacro sarà l'ulivo ed eternamente la civetta contemplerà assorta, insieme a noi, il tempo caro alle Laperidi" (Angelos Sikelianos).

9 - IL RINASCIMENTO

La diffusione degli orologi meccanici nel sec.XIV, la matematica araba e la riscoperta degli autori classici hanno fatto fare un notevole passo avanti alla gnomonica. Le ville e i palazzi venivano abbelliti da gigantesche meridiane e fiorivano scuole di scienziati e di artigiani e soprattutto fu approfondito l'aspetto teorico di questi strumenti e si diffusero così, attraverso la stampa, veri e propri trattati sulla costruzione degli orologi solari di svariatissimi tipi e forme.

A Firenze nel 1467 Paolo Del Pozzo Toscanelli costruì la meridiana più grande che si ricordi sfruttando un foro gnomonico alto 90 metri ricavato sulla cupola di S.Maria del Fiore: a mezzodì i raggi del Sole che entrano nel foro, generano sul pavimento una immagine nitida e rovesciata del Sole che attraversa la linea meridiana tracciata con precisione sul pavimento. In Italia esistono più di una dozzina di meridiane di questo tipo, dette interne o a camera oscura, e tutte di notevoli dimensioni. Nelle Marche ne abbiamo due: una a Fossombrone, nella chiesa di S.Agostino e una a Macerata nel palazzo che ora è sede del municipio, purtroppo mal ridotta in quanto è sormontata da un pavimento rialzato ed è spezzata in due da un muro divisorio.

Con queste meridiane interne sono state fatte misure molto precise della latitudine del luogo, della obliquità dell'eclittica, della data dell'equinozio di primavera (necessaria per stabilire la data della Pasqua), della durata dell'anno tropico e della equazione del tempo. Così si poté effettuare la riforma del calendario del 1582 promossa da papa Gregorio XIII su calcoli eseguiti da Luigi Lilio: furono eliminati 10 giorni passando dal 4 ottobre giovedì al 15 ottobre venerdì e si decise di eliminare poi 3 giorni ogni 400 anni, per cui gli anni centenari non sono bisestili eccetto i multipli di 400 (Es. 1600 bisestile, 1700-1800-1900 non bisestili, 2000 è bistestile).

Una delle più brillanti menti astronomiche del ‘500 fu il padre Egnazio Danti (1536-1586), vescovo di Alatri, assistente dell'architetto Fontana nella erezione dell'obelisco di piazza di S.Pietro e cattedratico di matematica a Bologna. Costruì il plinto che si trova sulla facciata di S.Maria Novella a Firenze (detto plinto di Tolomeo ), la meridiana all'interno della chiesa di S.Petronio a Bologna (ristrutturata e completata poi da Domenico Cassini nel 1669), la Torre dei Venti in Vaticano inventando un ingegnoso anemoscopio e la meridiana sulla piazza di S.Pietro che ha come gnomone l'obelisco.

Con la stampa si diffusero i trattati di gnomonica, anche perchè la scioterica era un esame obbligatorio per la laurea in matematica. Ricordiamo la “Compositio horologiorum” di Sebastian Munster edito a Basilea nel 1531. Monumentale è l'opera del gesuita P.Cristoforo Clavio (Christoff Klau 1537-1612): “Gnomonices libri octo” , pubblicato in latino nel 1581 e così il trattato “Degli orologi solari nelle superficie piane” di Mutio Oddi di Urbino del 1614.

La biblioteca comunale di Fermo è una delle più e meglio fornite nel campo della gnomonica: vi sono infatti preziosi incunaboli e quasi tutte le maggiori opere del ‘500 e del ‘600 relative a questa disciplina, grazie anche alla presenza dei Gesuiti nella università. Ne citiamo le principali:

•  Calendario di Giovanni da Monteregio, stampato a Venezia nel 1476 con la collaborazione di Bernard Pictor, Petrus Loslein et Erhard Ratdolt. E' un prezioso e rarissimo incunabolo contenente un trattato sul moto del Sole e della Luna e un calendario con le indicazioni giornaliere della efemeridi del Sole e della Luna.

•  Un trattato sulle coniche del grande matematico greco Apollonio di Perge del 1537, utilissimo per calcolare le curve di declinazione per ogni latitudine.

•  Gnomonices libri octo, in quibus non solum horologiorum solariorum sed aliarum quoque rerum quae ex gnomonis umbra cognosci possunt, descriptiones geometrice demonstantur. - Auctore Christophoro Clavio Bambergensi Societatis Jesu - Romae apud Franciscum Zanettum - 1581. E' l'opera più voluminosa e completa in materia.

•  Fabrica et usus instrumenti ad horologiorum descriptionem peropportuni. Accessit ratio describendarum horarum a meridie et media nocte exquisitissima, et numquam ante hac in lucem edita. Auctore Christophoro Clavio Bambergensi Societatis Jesu. - Romae apud Bartholomeum Grassi - 1586.

•  In sphaeram Johannis De Sacro Bosco sempre del P.Cristoforo Clavio del 1607.

•  Athanasii Kirkerii Fuldensis Buchonii e Soc. Jesu - Magnes sive de arte magnetica opus tripartitum - Sumptibus Hermanni Schaens sub signo Reginae - Romae ex typographia Ludovici Grignani - 1641 . E' un'opera che tratta del magnetismo ma contiene una ampia parte relativa all'orientamento e al calcolo dell'azimut.

•  Athanasius Kircher (1602-1680): Ars magna lucis et umbrae in decem libros digesta. Quibus admirandae lucis et umbrae in mundo, atque adeo universa natura, vires effectusque uti nova, ita varia novorum reconditiorumque speciminum exhibitione, ad varios mortalium usus panduntur - Romae, sumptibus Hermanni Schaens ex typographia Ludovici Grignani - 1646.

•  Don Domenico Luchini da Pesaro: Trattenimenti matematici - Stamperia del Zenobi, incontro al Seminario Romano - 1730.

•  Pratiche matematiche divise in tre trattati: dell'Aritmetica, dell'Agrimensura, della Cosmografia, offerte all'E.mo e R.mo Signor Cardinale Urbano Paracciani Arcivescovo e Principe della città Fermo dal Reverendo Padre Francescantonio Filonzi da Santa Maria Nuova, Minore Osservante, già lettore di Sagra Teologia. In Ancona nella stamperia di Michelarcangiolo Sartori, l'anno del Giubileo 1775.

Il terzo trattato sulla cosmografia, è corredato di nove tavole con nitidi e precisi disegni e spiega, in modo completo ed esauriente, come costruire orologi solari orizzontali e verticali, comunque declinanti, per tutti e cinque i sistemi orari allora in uso: ebraico, italico, babilonico, francese e astronomico. L'autore così lo introduce: Se egli è vero che il nostro animo allora si ricrea e sollevasi quando dalle basse cose di questa terra porta in alto il suo sguardo, ognun ben vede quanto più dilettevole de' due precedenti dovrà riuscire il presente trattato, dove non altro apprendesi sennonse quella mirabile proporzione che passa tralle opere più stupende del Divin Facitore. Tutta l'opera è stata poi ristampata in seconda edizione nel 1804, sempre in Ancona, e dedicata dallo stesso editore ai Nobilissimi Signori Patrizi di Fabriano: Carlo Conte De Vecchi, Carlo Campioni, Carlo Rosei. Una copia di questa seconda edizione si trova anche nella biblioteca del Palazzo Murena di Perugia.

Il Padre Filonzi è vissuto nel convento di Servigliano proprio negli anni della distruzione e ricostruzione della cittadina. Nel 1771, infatti, il vecchio paese, che sorgeva a 4 km . più a Sud e in posizione leggermente più elevata, crollò per lo slittamento del suolo causato da infiltrazioni sotterranee di acqua e l'anno successivo il papa Clemente XIV fece erigere il paese attuale che prese, in suo onore, il nome di Castel Clementino : questo nome fu mantenuto fino al 1863 quando, per volontà popolare, il paese riprese l'antico nome. L'architetto pontificio Virginio Bracci disegnò il nuovo paese a pianta quadrata e lo fece costruire nella piana del fiume Tenna in prossimità dell'antico convento dei Frati Minori Osservanti, lasciandoci così un interessante esempio di borgo settecentesco costruito secondo i dettami urbanistici del tempo. Si compone di un perimetro di edifici, aperto a tre porte, entro cui si allineano, tra piccole piazze e giardini, numerosi edifici di case a schiera, delle quali le ultime furono edificate nel 1925. La chiesa, inclusa nella linea perimetrale dei palazzi, è ornata di una bella meridiana, recentemente restaurata, opera forse dello stesso P.Filonzi.

Tra le tante bizzarrie del Rinascimento vanno ricordati infine gli orologi a rifrazione o anaclastici, disegnati cioè dentro una vasca o dentro una coppa semisferica o tronco-conica che funzionavano solo quando questi recipienti erano pieni di acqua. Così pure gli orologi a riflessione o catottrici costituiti da uno specchietto o una ciotolina d'acqua posti sul davanzale della finestra che riflettono i raggi di Sole proiettandoli sul soffitto o sulle pareti interne di una stanza. Si sono diffusi dopo la pubblicazione nel 1648 del libro “Primitiae gnomonicae catoptricae hoc est horologiographiae novae speculis” da parte sempre del padre gesuita Athanasius Kircher. Di questi orologi catottrici due sono particolarmente famosi e si trovano a:

•  Grenoble, Licée Stendhal des jeunes filles, ex collegio gesuita. Il Padre Jean Bonfa, gesuita, nel 1673 costruì questo orologio sulla tromba delle scale del palazzo disegnando su ogni muro su cui arriva il raggio luminoso e tutt'intorno e perfino sotto le scale un complicato sistema di linee e di abachi che rappresenta quanto di più complicato può fornire una installazione gnomonica. Indica infatti l'ora vera locale, la babilonica, l'italica, il sorgere e tramonto del Sole, l'aurora e il crepuscolo, i mesi e i segni dello Zodiaco, il calendario lunare e civile. Con i suoi 100 mq di superficie contiene perfino un calendario delle vittorie di Luigi XIV ed indica l'ora simultanea nei diversi collegi gesuiti nel mondo. E' stato restaurato nel 1976 e nel 1993 da M.Bouyer.

Roma, Galleria di Palazzo Spada: e' stato calcolato da Padre Maignan e dipinto nel 1644 sulla volta di un ampio corridoio da G.B.Magni. A prima vista sembra una ragnatela di numerose linee e nella sua complessità riporta tutte le indicazioni necessarie per la determinazione del tempo secondo i sistemi allora in uso. In fondo alla galleria due lapidi riportano in latino tutte le istruzioni per utilizzare l'orologio con i raggi lunari e per rilevare la dominante dei pianeti in ciascun giorno.

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