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Le Meridiane delle Marche

“La Misura del tempo”

di

ALBERTO CINTIO

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Fermo: orologio solare romano ad emiciclo del I sec. d.C. rinvenuto in località Contrada Camera.

2 - CLESSIDRA ED ALTRI STRUMENTI

Meritano un cenno anche altri strumenti per misurare il tempo che prescindono dalla posizione del Sole nel cielo e quindi necessari quando il cielo è nuvoloso, oppure di notte: anche essi hanno una lunga e interessante storia.

La clessidra (etimologicamente è lo strumento che ruba l'acqua) all'inizio era costituita da un vaso graduato pieno d'acqua con un piccolo foro in fondo per il deflusso lento delle gocce. Talvolta i recipienti erano due: uno più alto che faceva cadere le gocce in quello sottostante graduato. Ovviamente la precisione non era molta per vari fattori: la forma del recipiente, l'altezza dell'acqua che fa variare la pressione e quindi la velocità del deflusso, la temperatura, un qualsiasi minuscolo oggetto che potrebbe in parte ostruire il foro, etc. Comunque è stata molto usata specialmente a Roma per regolare il tempo dei dibattiti nei tribunali o al senato.

La più antica clessidra è stata trovata negli scavi di Karnak in Egitto in un sito ove venivano conservati gli oggetti votivi: risale circa al 1400 a .C. e appartenne al faraone Amenhotep III. L'uso di questo strumento è certamente più antico come è testimoniato da alcuni geroglifici. E' chiaro che col passare del tempo se ne costruirono di più grandi, più precise, più complesse e con durata maggiore, come quella molto grande che si trova in Grecia accanto alla Torre dei Venti costruita da Andronicus di Cyrrha nel I sec. a.C.

Famose e gigantesche le clessidre ad acqua che si trovano in Cina: nell'interno della città proibita se ne trova una alta circa 4 metri in cui il flusso d'acqua non solo misura il tempo facendo scorrere sulle mani di due statue una lamina d'ottone graduata, evidentemente munita in basso di un galleggiante, ma fa girare anche un complicato congegno che serve per sapere la posizione delle stelle nel cielo.

Si ha memoria di una grande clessidra costruita da Scipione Nasica a Roma nel 159 a .C. e di un'altra costruita ad Alessandria nel 140 a .C. Anche Cicerone nel De Republica ne cita una costruita da Archimede. In seguito, nel Medio Evo, l'acqua fu sostituita dalla sabbia o da altri materiali simili e la precisione era abbastanza alta tanto da essere usata da Galileo e Tycho Brahe nelle loro osservazioni ed esperimenti e nei vascelli per valutare la longitudine.

Oltre alle clessidre occorre citare un altro strumento per misurare le ore notturne, ben evidente nei dipinti della tomba di Seti I ( 1292 a .C.): è il marckhet costituito da un'asta verticale con un braccio orizzontale alla sommità: dall'estremo di questo braccio pende un filo a piombo. Accanto è fissata un'altra asta con un intaglio alla sommità a forma di V da cui era possibile traguardare le 36 stelle chiamate decani. Il geroglifo che in indica l'ora nella scrittura egiziana è proprio il marckhet.

Nella costellazione dell'Orsa Minore ci sono due stelle più luminose delle altre che ruotano attorno alla polare in 24 ore perché tale è la rotazione terrestre e sono chiamate i guardiani : tuttora i Tuareg del Sahara, quando si spostano con le carovane, appena queste stelle si rendono visibili nel cielo, ne fissano la posizione rispetto alla polare tracciando con la mano un segno sulla sabbia. Così ad ogni momento della notte possono valutare con una certa precisione quante ore sono trascorse. Il notturnale era appunto uno strumento costituito da un goniometro e da un filo a piombo per misurare con precisione lo spostamento angolare dei due guardiani attorno alla polare. Su una roccia basaltica che affiora dalla sabbia lungo il corso dell'ex fiume Tifasasset, in pieno Sahara algerino, si possono osservare accanto a stupendi graffiti, dei disegni enigmatici con piccole buche che rappresentano la costellazione di Orione: quando le singole stelle di questa costellazione si rispecchiano sull'acqua messa nelle buche è la mezzanotte del solstizio d'inverno.

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